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Chiesa di Santa Maria in Muris

informazioni

comune.belmontepiceno@pec.it

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Questa Chiesa, chiamata popolarmente di San Simone, posta ad un km verso est, è la testimoni­anza più chiara dell'antica storia del paese. Sulle rovine romane, i monaci benedettini ricostruirono una chiesetta con torrione di vedetta ed intorno dissodarono e vi piantarono oliveti e vigneti. Inizialmente ebbe il nome di Santa Maria in muris cioè sulle mura in quanto costruita su basi preesistenti. Le più antiche memorie di questo edi­ficio sono scritte nel Registro di Farfa (prov. di Rieti) dove si legge che la contessa Albasia, madre del conte Silvestre, fece una donazione ai monaci farfensi per erigere qui una chiesetta ed officiar­la. Nel 967 la costruzione era completa e vi si stabilì un monaco di Santa Vittoria, dato che i mona­ci farfensi erano venuti qui dopo che il monastero era stato assalito dai saraceni: Quando decadde il potere dei monaci la chiesina divenne juspatronato di famiglie private; nel XVI sec, passò ai cano­nici di Fermo ed ebbe il nome di Santa Maria Piccinina o Ciuccarella poi San Simone come si chia­ma attualmente.

La chiesina appartenne poi alla famiglia Squarcia che negli anni quaran­ta vi apri una tomba ipogeo. Attualmente è di proprietà del Comune di Belmonte. Una lapide romana è incastonata nella fac­ciata con la scritta che tradotta recita: Florio ha costruito questa tomba per sé e per sua moglie Rufria vi è murato anche uno spez­zone di marmo bianco scolpito con un immagine di leone alato. Lo stile è pre­romanico tra i più antichi del Piceno. La strut­tura architettonica fa notare la torre in facciata di modello longobardo rimurata nel XVI sec. Il torrione serviva come vedetta ed era rifugio, fortezza e campanile. Il pinnacolo della torre fu rimu­rato nel 1715 con la cimasa che regge la campana dove si legge tradotto: In onore della B. V. Maria, Don Liborio Monti fece nel 1715 con lo stemma dei tre colli e l'anagramma Jesus. All'interno c'è l'originale criptoportico del secolo X, spazio ornato da due archi ad angolo retto a destra e a sinistra dell'ingresso, sotto il torrione. La pala d'altare èla tela di pregevole fattura, riferibile ai Liozzi, con la figura della Vergine, contornata da angeli e ornata da S. Liborio e da un santo frate. Sono originarie le finestrelle romaniche (monofore) pur aggredite dalle intemperie dei secoli. La chiesa torrione è considerata monumento nazionale per la sua importanza storica ed artistica.

 

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